RMG – Comunità educativo-pastorale, santità e metodologia al centro della seconda settimana della Scuola dei Delegati

(ANS – Roma) – Prosegue presso la Sede Centrale Salesiana a Roma il cammino formativo della Scuola dei Delegati Ispettoriali di Pastorale Giovanile. Nelle prime due giornate della seconda settimana, lunedì 1° e martedì 2 giugno 2026, i partecipanti hanno approfondito i contenuti dei capitoli 4 e 5 del Quadro di Riferimento della Pastorale Giovanile Salesiana (QRPGS), confrontandosi con alcuni temi centrali per l’azione educativo-pastorale.

La mattina di lunedì 1° giugno si è aperta con l’introduzione di don Rafael Bejarano, Consigliere Generale per la Pastorale Giovanile, che ha ripercorso il cammino storico di elaborazione del QRPGS, sottolineando come la sua genesi sia profondamente radicata nella fedeltà alle Costituzioni Salesiane.

“Per noi – ha affermato – il Quadro di Riferimento non è un documento elaborato da un gruppo di intellettuali, ma il risultato della rilettura delle nostre Costituzioni alla luce dei processi e delle esperienze pastorali. La sistematizzazione di tali esperienze ci ha permesso di chiarire e orientare l’azione educativo-pastorale, per rispondere alle sfide del tempo presente rimanendo fedeli al carisma di Don Bosco”.

A seguire, don Win Maria Collin, docente di Teologia Spirituale presso l’Università Pontificia Salesiana (UPS) di Roma, ha sviluppato una riflessione sul Sistema Preventivo come esperienza concreta di accompagnamento spirituale e cammino di santità. Attraverso un percorso lungo la vita dei santi salesiani, ha evidenziato come la pedagogia dell’accompagnamento rappresenti una vera e propria scuola di santità.

Riflettendo sul tema, don Collin ha sottolineato: “La santità va intesa come un cammino. I modelli spirituali non sono da semplicemente ripetere, ma da assumere come orientamento per il lavoro educativo. Il Sistema Preventivo educa alla santità, aiutando a prendere coscienza dell’amore preveniente di Dio e a rispondervi nel servizio agli altri, generando così anche trasformazione sociale”.

Nel pomeriggio, don Joebeth Vivo e don Patrick Lepchap, membri dell’équipe centrale del Settore per la Pastorale Giovanile, hanno guidato i Delegati in un laboratorio dinamico basato su alcuni casi di studio. In una prima fase è stata presentata una metodologia di analisi per affrontare situazioni concrete legate al mondo giovanile, assumendo il Sistema Preventivo come chiave interpretativa.

Successivamente, i partecipanti, suddivisi in gruppi, hanno lavorato sui casi proposti, per poi condividere in assemblea i risultati della riflessione attraverso dei portavoce. L’esperienza si è rivelata particolarmente significativa, poiché le situazioni analizzate, semplici ma realistiche, hanno richiesto discernimento e l’individuazione di risposte concrete alla luce dei principi di ragione, religione e amorevolezza.

A conclusione della giornata, don Joan Lluís Playà, Delegato del Rettor Maggiore per la Famiglia Salesiana, ha approfondito il tema delle relazioni tra la Pastorale Giovanile e la Famiglia Salesiana; mentre don Reginaldo Cordeiro, don Eric Mairura e don Pavel Zenizek, del Settore per le Missioni, hanno illustrato le dinamiche di collaborazione tra il Settore delle Missioni Salesiane e gli ambiti della Pastorale Giovanile.

La giornata di martedì 2 giugno è stata dedicata alla riflessione sulla Comunità Educativo-Pastorale (CEP). Don Bejarano ha presentato i diversi modelli di CEP presenti nelle opere salesiane, evidenziando l’importanza del lavoro in équipe e del ruolo dei consigli locali della CEP nell’animazione pastorale.

A seguire, don Jerry Matsoumbou, sempre del Settore per la Pastorale Giovanile ha proposto un approfondimento di carattere pratico, offrendo elementi per individuare delle prospettive operative. “La missione salesiana – ha ricordato – nasce contemporaneamente laicale e religiosa ed è dono e responsabilità condivisa. Non può essere compresa, né realizzata senza questa duplice dimensione. Salesiani e laici sono chiamati a camminare insieme, in una collaborazione che esprime la natura stessa della missione”.

In questa prospettiva, la Comunità Educativo-Pastorale si configura come un modo concreto di vivere e testimoniare il carisma salesiano, un’esperienza di Chiesa e di famiglia che rende visibile la sinodalità, in sintonia con gli orientamenti del Magistero salesiano, in particolare del Capitolo Generale 29 (CG29).

Nel pomeriggio, i lavori sono proseguiti con attività di gruppo tra i partecipanti, favorendo il confronto e la rielaborazione dei contenuti. In conclusione, don Guido Errico, del Settore per la Formazione, ha richiamato l’importanza del legame tra pastorale e formazione, mentre don Pierluigi Cameroni, Postulatore Generale per le Cause dei Santi della Famiglia Salesiana, ha presentato il tema delle cause di santità nella Congregazione, invitando a valorizzare le testimonianze di giovani che, nelle diverse Ispettorie, hanno vissuto in modo esemplare la vita cristiana.

In questo clima di intensa partecipazione e riflessione, i Delegati continuano il loro cammino formativo, rafforzando una visione condivisa della missione salesiana, radicata nel carisma di Don Bosco e attenta alle sfide del mondo giovanile contemporaneo.

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